Ginocchio

Lesione del menisco

 

Figura 1

Figura 1

 

Il ginocchio è l'articolazione posta tra il femore e la tibia. Come tutte le articolazioni, le superfici ossee a contatto sono ricoperte da un sottile strato di cartilagine che consente il fluido scivolamento dei capi ossei nei movimenti articolari (Figura 1). Tra i capi articolari sono posti due menischi (l'interno e l'esterno). La stabilità dell'articolazione del ginocchio è garantita dalla capsula articolare, da due legamenti crociati (l'anteriore ed il posteriore) e dai legamenti collaterali (interno ed esterno) (Video 1)

Figura 2

Figura 2

All'interno del ginocchio, come detto, vi sono due menischi: l'interno e l'esterno (Figura 2). In entrambi i menischi viene poi distinta una porzione anteriore (corno anteriore), una intermedia (corpo) ed una posteriore (corno posteriore). Essi hanno struttura fibrocartilaginea, forma triangolare, ed hanno la duplice funzione di rendere le superfici articolari più congruenti e di attutire, almeno in parte, le sollecitazioni imposte ai capi articolari durante la stazione eretta, la deambulazione, la corsa, etc.

Figura 3

Figura 3

Ai menischi è consentito un certo grado di motilità a seconda dei movimenti del ginocchio. Proprio a causa di questi piccoli spostamenti il menisco può rimanere intrappolato tra femore e tibia e lesionarsi. Nei giovani le lesioni meniscali si verificano di norma come conseguenza di un trauma distorsivo di discreta entità, mentre con l'età essi diventano via via meno resistenti e si possono verificare delle lesioni per traumi anche modesti. I fattori che determinano il tipo di lesione che si genera sono molteplici, quali per esempio la sede meniscale, il tipo di movimento distorsivo, l'età del paziente (Figura 3 e 4). In ogni caso la sede di lesione più frequente in assoluto è il corno posteriore del menisco interno.

Figura 4

Figura 4

Il sintomo più comune di una lesione meniscale è il dolore. Questo può essere avvertito a livello dell'interlinea articolare o può essere più vago e coinvolgere l'intero ginocchio. Spesso si può riscontrare un certo grado di tumefazione (talora anche imponente) che caratteristicamente si manifesta con il passare delle ore (6-12 ore). Se la porzione di menisco rotta è sufficientemente grande questa si può dislocare al centro del ginocchio e causare un blocco articolare di tipo meccanico, risultando così impossibile l'estensione completa del ginocchio.

La diagnosi di lesione meniscale viene posta dallo specialista ortopedico sulla base di un'accurata anamnesi, dell'esame clinico del ginocchio e, a volte, della Risonanza Magnetica (RM) o della Tomografia Computerizzata (TC). Le radiografie standard, sebbene i menischi siano invisibili ai raggi X, vengono solitamente eseguite di routine per escludere altre possibili cause scheletriche del dolore e della tumefazione (prima tra tutte la presenza di una frattura).

Figura 5

Figura 5

L'unica soluzione definitiva per il trattamento di una lesione meniscale è l'intervento chirurgico, eseguito per via artroscopica, durante il quale viene asportata solamente la porzione di menisco rotto ed eventualmente la porzione circostante degenerata (Figura 5). In una minoranza dei casi è possibile procedere alla sutura della porzione di menisco lesionata (Figura 6): questo trattamento dipende però dal tipo di lesione, dall'età del paziente e dal tempo intercorso tra il trauma e l'intervento.

L'artroscopio è uno strumento simile ad un piccolo telescopio con una telecamera ad una estremità. Ha un diametro uguale ad una matita e viene introdotto nel ginocchio attraverso una incisione puntiforme (Figura 7, 8 e 9). Attraverso l'artroscopio è possibile visualizzare l'interno del ginocchio e verificare la presenza di lesioni meniscali, lesioni della cartilagine o del legamento crociato anteriore o posteriore (Video 1, 2 e 3). Se conferma la presenza della lesione del menisco è possibile intervenire immediatamente tramite l'introduzione di piccoli strumenti attraverso un'altra incisione puntiforme (Video 4).

Figura 7

Figura 7

Figura 8

Figura 8

Figura 9

Figura 9

La sera stessa dell'intervento, o la mattina successiva, il paziente torna a casa camminando normalmente e gli verranno insegnati alcuni semplici esercizi che dovrà eseguire più volte al giorno (scarica gli esercizi). Entro 1-2 settimane il paziente è solitamente in grado di riprendere completamente le normali attività quotidiane, mentre per l'attività sportiva sono necessarie 3-4 settimane (anche in funzione del tipo di attività sportiva praticata).

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