Caviglia

Lassità legamentosa cronica della caviglia

La caviglia è un'articolazione costituita dalla tibia, dal perone e dall'astragalo. La porzione più terminale o distale delle prime due ossa si chiama malleolo: rispettivamente malleolo tibiale e malleolo peroneale (Figura 1). Questa articolazione è poi stabilizzata dalla capsula articolare e da alcuni legamenti (Figura 2):

  • medialmente (leg. deltoideo),
  • lateralmente (leg. peroneo-astragalico anteriore, peroneo-calcaneare e peroneo-astragalico posteriore).

Figura 2

Figura 2

Figura 1

Figura 1

La caviglia normalmente è stabilizzata, oltre che dai legamenti che forniscono una stabilità meccanica all'articolazione, anche dai muscoli che agiscono sul piede che forniscono la stabilità funzionale.
Nei legamenti e nella capsula articolare di tutte le articolazioni vi sono dei recettori, detti propiocettori, che vengono sollecitati dal movimento (per esempio durante la deambulazione, la corsa i salti, i traumi distorsivi, ecc.) ed inviano degli impulsi al cervello che reagisce, se necessario, facendo contrarre i muscoli che limitano quel tipo di movimento aiutando quindi i legamenti a stabilizzare l'articolazione. Tale meccanismo tuttavia può diventare meno efficace in caso di traumi, immobilizzazione prolungata, ecc. Invece allenarlo significa aumentare la velocità di reazione di tutto il circuito rendendo, entro certi limiti, più stabile l'articolazione.

L'instabilità cronica della caviglia è caratterizzata da:

  • costante sensazione di instabilità articolare;
  • frequenti cedimenti;
  • dolore.

Figura 3

Figura 3

È solitamente la conseguenza di un'importante trauma distorsivo della caviglia con interessamento di almeno uno dei legamenti laterali che non siano guariti adeguatamente (Figura 3). Infatti, anche se correttamente trattati, circa il 10% dei gravi traumi distorsivi acuti della caviglia evolvono verso una condizione di lassità cronica. Ulteriori fattori predisponesti possono essere:

  • numerosi traumi distorsivi (come in alcuni sport che sottopongono a frequenti sollecitazioni la caviglia: basket, pallavolo, corsa, tennis, etc.;
  • lassità costituzionale.

Figura 4

Figura 4

La diagnosi viene solitamente posta sulla base di:

  • un'accurata storia clinica (anamnesi);
  • l'esame clinico, durante il quale viene valutata manualmente la stabilità articolare;
  • gli esami diagnostici strumentali quali le radiografie standard, l'ecografia, la risonanza magnetica e le radiografie sotto stress (quest'ultimo esame, eseguito applicando alla caviglia una sollecitazione simile a quella eseguita durante la visita, consente di valutare in gradi e millimetri la gravità della lesione) (Figura 4).

Figura 5

Figura 5

A seconda della gravità della lassità articolare, della richiesta funzionale del singolo paziente e della sintomatologia soggettiva il trattamento può essere:

  • conservativo, per le lassità di grado medio o lieve: si basa prevalentemente sulla esecuzione della ginnastica propriocettiva (Figura 5) per aumentare la stabilità funzionale con l'ausilio, talvolta, di tutori, plantari, ecc.;
  • chirurgico, riservato alle lassità gravi: dopo l'intervento è richiesto un periodo di 4-8 settimane di immobilizzazione in gesso o tutore ed un adeguato periodo di riabilitazione funzionale.

 

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